Maredè è un cantautore di 26 anni. Il suo nome d’arte – che in un’antica filastrocca significa “chiocciola” – richiama il mare della sua città natale, Senigallia, e l’idea di un ritorno, di una voce che si avvolge su sé stessa per poi riaffiorare. Ha già calcato palchi importanti come l’Auditorium Parco della Musica di Roma e il Castello Sforzesco di Milano. Nel 2023 ha aperto il concerto di Pino D’Angiò, mentre nel 2024 quello di Nada al Rotondo Music Festival. Dopo un anno di scrittura e ricerca sonora, è pronto a tornare con il suo primo EP, che segna una nuova fase del suo percorso. Il suo sound mescola una profonda anima cantautorale con un mondo lo-fi e R&B, sospeso tra malinconia e leggerezza. Le influenze spaziano da Frank Ocean a Erykah Badu, da Amy Winehouse a Lana del Rey, ma la cifra di Maredè resta personale, una scrittura intima e visiva, che racconta la fragilità e la disillusione della Gen-Z. Maredè osserva il mondo con distacco affettuoso e lo restituisce in canzoni che fanno della fragilità un’estetica e dell’intimità una forma di resistenza.